Il nostro blog

Appunti dal banco da lavoro

Qui raccontiamo come nascono i nostri quaderni, da dove viene la carta e cosa cambia tra una rilegatura e l'altra. Niente ricette segrete, solo osservazioni pratiche di chi lavora la carta ogni giorno.

Mani che cuciono i fascicoli di un quaderno con la tecnica della rilegatura copta
14 giugno 2026

Come riconoscere una rilegatura copta ben fatta

La rilegatura copta si distingue subito perché il filo resta a vista sul dorso, formando una specie di catena che tiene insieme i fascicoli. Una cucitura fatta con cura ha punti regolari e una tensione uniforme: se il filo è troppo lento il quaderno si apre in modo irregolare, se è troppo teso la carta tende a incresparsi vicino al dorso. Quando scegliamo questa tecnica lo facciamo soprattutto per quaderni destinati a disegno o scrittura fitta, perché permette al libro di aprirsi completamente piatto, pagina dopo pagina, senza forzare la cucitura centrale.

Fogli di carta pregiata impilati in una cartiera toscana
2 maggio 2026

Il viaggio della carta dalla Toscana a Venezia

Le cartiere toscane con cui lavoriamo producono fogli pensati per la scrittura e il disegno, con una grammatura pensata per non far passare l'inchiostro delle penne stilografiche. Quando i fogli arrivano in laboratorio li controlliamo uno per uno, verificando la grana e l'assenza di imperfezioni prima di tagliarli nei formati dei nostri quaderni. È un passaggio che richiede tempo, ma permette di scartare in anticipo eventuali fogli non adatti, invece di scoprirlo solo dopo la rilegatura.

Punzone metallico che imprime a secco delle iniziali su una copertina di carta marmorizzata
19 marzo 2026

Impressione a secco: un segno che non sbiadisce

A differenza della stampa a caldo con lamina metallica, l'impressione a secco non aggiunge colore alla carta: la modella soltanto, creando un rilievo leggero dove passa il punzone. Questo significa che il segno non si stacca né sbiadisce con l'uso, perché non è un materiale applicato sopra la superficie ma una trasformazione della carta stessa. Per riuscire bene serve una carta abbastanza spessa da reggere la pressione senza lacerarsi, motivo per cui scegliamo con attenzione su quali copertine proporre questa personalizzazione.

Ultima pagina di un quaderno con numero progressivo e firma del legatore
28 gennaio 2026

Perché numeriamo e firmiamo ogni pezzo

Il numero e la firma sull'ultima pagina non sono un vezzo decorativo. Ci aiutano a tenere traccia di quale carta e quale rilegatura sono stati usati per ogni pezzo, informazione utile se in futuro qualcuno tornasse a chiederci una copertina simile. Per chi riceve il quaderno in regalo, quel piccolo dettaglio racconta anche che si tratta di un oggetto fatto a mano, non di un articolo prodotto in serie identico a migliaia di altri.

Attrezzi da legatoria disposti su un banco da lavoro in legno: aghi, filo di lino e osso per piegare
7 dicembre 2026

Gli attrezzi che non cambiano da secoli

Sul nostro banco trovi ago e filo di lino cerato, un osso per piegare la carta senza romperla e una tagliacarte manuale. Sono strumenti semplici, in gran parte identici a quelli usati dai legatori di qualche secolo fa. Non è nostalgia: per certe operazioni, come piegare un foglio marmorizzato ancora leggermente umido, un attrezzo manuale dà un controllo che una macchina automatica non permette con gli stessi tempi e gli stessi volumi di lavoro artigianale.